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Manuel Bortuzzo, trasforma il tuo dolore e ti rialzerai

06 Febbraio 2019andrea.leoni
La bellissima lettera di Giusy Versace a Manuel Bortuzzo che sta facendo il giro del web.

Come molti di voi sapranno Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto italiano, è stato ferito gravemente nel corso di una sparatoria a Roma. Il professore Alberto Delitala, responsabile della Neurochirurgia del San Camillo, ha dichiarato proprio poche ore dopo che ci sarebbe “una lesione del midollo completa. Questo vuol dire che al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe”.

Un colpo al cuore enorme per qualsiasi persona, ancor di più per chi con il suo corpo ne ha fatto una professione. Manuel però non si deve dar per vinto: migliaia sono i messaggi di solidarietà dal mondo sportivo e non solo che gli stanno arrivano. Uno dei più commoventi è la lettera aperta che Giusy Versace gli ha scritto e che è stata pubblicata da il Quotidiano.net.

“Caro Manuel,

ho il cuore straziato nel vedere un ragazzo bello come il sole, di soli vent’anni, nelle tue condizioni: appena ho letto la notizia, ho rivissuto la stessa rabbia, lo stesso sconforto e lo stesso terrore che avevo visto negli occhi dei miei cari, quando toccò a me. Eppure proprio perché io ci sono passata, sento di poterti dire una cosa: con tanta pazienza, forza di volontà, e grande fede anche tu saprai trasformare il dolore. Lo affronterai e ti rialzerai più forte di prima. 

Quando ho avuto l’incidente nel quale ho perso le gambe, credevo di non farcela ma col tempo ho scoperto una forza che non sapevo di avere e che ha sbalordito anche me. Non pensavo che avrei realizzato tutte le cose che mi sono riuscite, e invece… Era il 2005: cinque anni dopo ho partecipato ai campionati italiani di atletica leggera fino ad arrivare a finale olimpica a Rio 2016.

Io per prima non ci avrei scommesso. In questo momento prego perché tu possa uscire al più presto dall’ospedale nelle migliori condizioni possibili. L’importante è riaprire gli occhi, non mollare mai, continuare a lottare, a sperare, a pregare. Nei giorni più difficili, a me la fede ha sempre dato tanta forza e mi ha aiutato a non arrendermi anche quando c’era gente che non pensava che ce l’avrei fatta. Mi sento molto coinvolta dalla tua vicenda perché anche tu, come me, hai avuto la forza di lasciare casa per inseguire il tuo sogno sportivo e ti sei trasferito in un’altra città. 
Io ho fatto la stessa cosa per cercare di raggiungere i miei obiettivi, avevo la tua stessa età, e so bene quanto ti sarà costato lasciare Treviso.

La vita è davvero imprevedibile, e forse è proprio questo a renderla così speciale. Così preziosa. Purtroppo certe cose capitano anche se non te le vai a cercare, ad esempio mentre ti bevi una birra con gli amici, come accaduto a te. La vita è un dono, perdere quella sarebbe la vera tragedia. Tutto il resto si affronta, poco per volta e mai da soli. L’importante è che tu e i tuoi cari sappiate evitare di farvi schiacciare dal dolore, perché chiudersi in se stessi non porta a nulla. Bisogna aprirsi al mondo per reagire. Con coraggio e positività. Ho condiviso l’appello di tuo padre: «chi sa qualcosa, parli!». È impensabile che non ci siano testimoni.
 
Qualcuno avrà sicuramente visto qualcosa e serve che quel qualcuno si metta la mano sul cuore e sulla coscienza e parli! I colpevoli pagheranno, vedrai. In questi giorni mi tengo aggiornata grazie al presidente della tua federazione, Paolo Barelli, e ho scoperto che c’è una grande famiglia che ti circonda di affetto e non parlo solo di quella sportiva, ma anche quella della società civile. Prego perché tu possa aprire presto gli occhi e regalare un sorriso ai tuoi cari e, se lo vorrai, verrò a trovarti anch’io per condividere un sorriso, un abbraccio, un po’ di energia positiva quella che serve per rialzarsi più forti di prima. Ti porterò una copia del mio libro: leggendolo, spero che tu possa trovare spunti utili per imparare a trasformare una tragedia in una nuova opportunità di vita. Se ce l’ho fatta io, ce la farai di certo anche tu! Te lo meriti. Sei un campione! Non devi mollare, proprio come in gara. Adesso ne hai una bella tosta da affrontare, quella con la vita. Tutti noi tifiamo per te! Tutta l’Italia è con te! Forza campione! #nevergiveup”

Giusy Versace ha 41 anni ed è atleta paralimpica nonché parlamentare. Ha perso l’utilizzo delle gambe in un incidente d’auto e nel 2010 ha iniziato a correre con protesi di carbonio riuscendo a vincere ben 11 titoli italiani di atletica leggera. Successivamente ha conquistato un argento ed un bronzo agli europei arrivando ad esser finalista alle Paralimpiadi di Rio. Nel 2014 ha partecipato e vinto a “Ballando con le stelle” ed è tra le fondatrici della Onlus Disabili No Limits.

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