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Come avere un 2019 pieno di salute?

23 Gennaio 2019andrea.leoni
Nella scala dei nostri desideri, quando pensiamo a ciò che vorremmo che ci portasse l’anno nuovo, dopo l’amore ed il lavoro, c’è sicuramente la salute.

La salute però è declinata in tanti modi. C’è quella fisica e quella mentale ed entrambe dovrebbero andare di pari passo. Già Giovenale, poeta latino del I secolo dopo Cristo, con “Mens sana in corpore sano” nelle suo libro delle Satire osservava quanto sopra. E l’uomo moderno come l’antico si chiede ancora oggi come raggiungere questo mix salutare di anima e corpo chiamato comunemente benessere.

Le risposte sono molteplici. Una di queste è la dieta. Dopo i vizi di fine anno ed oltre, visto che la dispensa è ancora ricolma di dolci da smaltire, o lo shopping compulsivo dei saldi e l’allungarsi delle giornate, c’è chi cerca di darsi delle regole per stringere quella cinta che si è allargata troppo durante il periodo natalizio.

Allora stiamo attenti a tutto, anche e non solo a quanto mangiamo, ma a quali ore lo facciamo. Quindi attiviamo nuovi stili di vita affinché i nostri organi, fegato, pancreas e intestino, non siano sottoposti ancora a continue maratone digestive. Secondo quanto è stato menzionato nel settimanale New Scientist che ha preso molto in considerazione gli studi recenti della dott. Marta Garaulet, dell’Università spagnola di Murcia, in merito alla relazione tra melatonina e cibo, “in base alle ore in cui mangiamo si può danneggiare il metabolismo o ridurre il controllo del glucosio.

Una strategia interessante questa delle diete ma non l’unica idonea a farci sentire in forma dentro e fuori. Adottare invece, nuovi di stili di vita che ci facciano ritrovare benessere quindi serenità, quindi uno stato di salute che ci permetta di affrontare qualsiasi sfida è spesso alla base delle nostre aspirazioni salutiste. Il settimanale New Scientist ha analizzato in un recente articolo di Linda Geddes questi nuovi metodi comportamentali che farebbero la differenza.

Stare in mezzo alla natura per esempio. Il trascorrere infatti ore del giorno all’aria aperta, facendo piccole e quotidiane attività di giardinaggio regala serotonina e quindi ci tutelerebbe da eventuali stati depressivi in corso lievi o moderati che siano. L’attività fisica poi in contatto con la natura, in un parco per esempio , ci allontana dai problemi quotidiani e ci distrae, il nostro ritmo cardiaco rallenterebbe, siamo più sereni, ci ossigeniamo di più e quindi il nostro sistema immunitario ne guadagnerebbe.

“Non sappiamo perché” spiega Rachel Stancliffe del Centre for sustainable healthcare di Oxford, UK “ma probabilmente dipende dalla riduzione dello stress, che è un problema sia mentale che fisico”. Anche il dott. Keith Diaz della Columbia University di NY conferma che sia importante l’esercizio fisico, ma non soltanto per mezz’ora al giorno o tre volte la settimana. Per la nostra salute psicofisica essere più attivi nel corso della intera giornata è fonte di benessere generale ancora più della pratica metodica di uno sport.

Ma lo slogan “attivi e partecipativi” è in linea con gli studi del dott. Rodlescia Sneed della Michigan State University, USA, che, prendendo in analisi le persone che fanno volontariato o sono volenterosi e predisposti ai bisogni degli altri o abbracciano una causa rivolta ai problemi dell’ambiente o della politica o altro ancora, osserva il notevole rilascio dell’ossitocina, l’ormone cosiddetto della socialità strettamente legato alla pressione alta. Insomma, le persone più impegnate per gli altri ed attive sono più felici.

Per assurdo, più rilassate nonostante si occupino di problemi altrui o di sfide planetarie irrisolvibili nel breve tempo. Ma se non siamo così altruisti, non ci piace lo sport, non abbiamo la possibilità di andare quotidianamente al parco, e una dieta più sobria non ci si addice, possiamo anche pensare che dormire di più, come afferma la National sleep Foundation, negli USA, sia utile alla nostra salute fisica e ci allontani dalle malattie più gravi legate al cuore, al pancreas e al cancro. Se non si ha sonno si possono adottare strategie di vario tipo come l’andare a letto prima e non utilizzare luce artificiale da una certa ora in poi, quindi dispositivi che ci alienano e non ci predispongono al sonno e al riposo celebrale.

Ma se siamo iperattivi e anche quella del sonno non è una soluzione giusta per noi, possiamo esercitare la mente studiando una nuova lingua. Lo studio della lingua straniera, più dei cruciverba, e dei giochi di abilità, infatti, implicherebbe l’uso di abilità diverse paragonabili a quelle esercitate per lo studio della matematica.
Insomma le strategie per migliorare la nostra salute psicofisica sono tante, svariate e alla portata di tutti.

Forse basterebbe sciogliere il nodi della pigrizia e con calma iniziare!

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